Presentazione XML con CSS

A differenza di HTML, che è un linguaggio specifico di strutturazione e presentazione di documenti, XML è più generale e non ha una semantica di presentazione. Non è previsto alcun meccanismo predefinito per visualizzare i vari elementi di un documento.



Ad esempio, un documento XML visualizzato in un browser appare generalmente così com'è, al massimo con una indentazione e una colorazione dei tag impostata dal browser.



Un metodo per gestire la presentazione del contenuto di un documento XML consiste nell'utilizzare i Cascading Style Sheets (CSS).



È possibile utilizzare i CSS in modo analogo a come si utilizzano con HTML. Per ciascun elemento del documento XML che vogliamo formattare occorre definire una regola secondo lo schema:



selettore { proprietà: valore; proprietà: valore; ... }



Il selettore specifica a quale elemento la regola deve essere applicata, mentre la parte racchiusa tra parentesi graffe elenca le caratteristiche da impostare e il relativo valore.



È opportuno evidenziare una importante differenza tra l'utilizzo dei CSS per formattare documenti HTML e il loro uso per i documenti XML. In HTML la maggior parte dei tag ha una formattazione predefinita e pertanto un foglio di stile CSS consente di ridefinire tali impostazioni.



In XML i tag non hanno alcun significato di formattazione, pertanto è necessario specificare tutto. Ad esempio, senza l'opportuna indicazione il testo contenuto nei diversi elementi di un documento XML verrebbe visualizzato come un'unica stringa.



Per strutturare visivamente il documento dobbiamo indicare la modalità di visualizzazione di ciascun elemento tramite la proprietà display di CSS. Ad esempio, per formattare l'elemento paragrafo di un articolo possiamo definire una regola come la seguente:



paragrafo {display: block; font-size: 12pt; text-align: left}



Generalmente un foglio di stile CSS da applicare ad un documento XML viene salvato in un file di testo con estensione .css (in realtà l'estensione usata è irrilevante). Nel documento XML possiamo quindi inserire un riferimento ad esso mediante unìapposita direttiva di elaborazione, come nel seguente esempio:



<?xml-stylesheet type="text/css" href="stile.css" ?>



Questa dichiarazione fa in modo che un browser abilitato applichi le impostazioni del foglio di stile CSS specificato al documento XML.



I fogli di stile CSS sono pensati principalmente per il Web e mancano pertanto di alcune caratteristiche che possono risultare utili in ambiti diversi. Ad esempio, per la presentazione su supporti cartacei occorrerebbero maggiori funzionalità per l'impaginazione. tra le principali limitazioni, non è prevista la possibilità di estrarre il valore degli attributi degli elementi in modo da poterli visualizzare.



Considerando il seguente esempio



<articolo titolo="Guida ad XML">



non abbiamo la possibilità di visualizzare il titolo dell'articolo che è stato espresso come attributo dell'elemento <articolo>. Questo costringerebbe a dover strutturare un documento XML in funzione della sua formattazione con CSS, in evidente contraddizione con lo stesso concetto di foglio di stile che tende a separare la definizione dei dati dalla sua presentazione.



Inoltre, non sempre un documento XML descrive qualcosa di visualizzabile con un browser. Ad esempio, è possibile definire un linguaggio XML per la descrizione di immagini o di ambienti virtuali. In questo caso i CSS non sono di alcun aiuto nella presentazione del documento.



Per risolvere questi problemi il W3C ha definito un'insieme di specifiche volte a gestire in maniera altamente flessibile la presentazione e la trasformazione di documenti XML: l'eXtensible Stylesheet Language (XSL).

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Sintassi dei namespace

In un documento XML si fa riferimento ad un namespace utilizzando un attributo speciale (xmlns) associato al root element, come nel seguente esempio:



Questo indica che l'elemento articolo ed i suoi sottoelementi utilizzano i nomi definiti nel namespace identificato dall'identificatore http://www.dominio.it/xml/articolo.

L'identificatore di un namespace può essere rappresentato da una qualsiasi stringa, purché sia univoca. Proprio per garantirne l'univocità, è prassi ormai consolidata utilizzare un URI (Uniform Resource Identifier) come identificatore.

È bene evidenziare che non è necessario che l'indirizzo specificato come identificatore di namespace corrisponda ad un file pubblicato sul Web. Esso è utilizzato semplicemente come identificatore ed il parser non accederà al Web per verificare l'esistenza dell'URL.

Per mettere in relazione un namespace con il relativo XML Schema occorre dichiararlo nel root element come nel seguente esempio:

xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance"
xmlns="http://www.dominio.it/xml/articolo"
xmlns="http://www.dominio.it/xml/bibliografia"
xsi:schemaLocation="http://www.dominio.it/xml/articolo
articolo.xsd"
xsi:schemaLocation="http://www.dominio.it/xml/bibliografia
bibliografia.xsd"
>

L'attributo xmlns:xsi specifica la modalità con cui viene indicato il riferimento allo schema, mentre l'attributo xsi:schemaLocation indica il namespace ed il file in cui è definito il relativo XML Schema separati da uno spazio.

Eì possibile combinare più namespace facendo in modo che ciascun elemento utilizzato faccia riferimento al proprio namespace.

Occorre tener presente che quando si fa riferimento ad un namespace, questo riferimento vale per l'elemento corrente e per tutti gli elementi contenuti, a meno che non venga specificato un diverso namespace.

Il seguente esempio utilizza elementi tratti da due diversi namespace: uno relativo alla grammatica della struttura di un articolo e l'altro relativo alla grammatica di bibliografie:




bla bla bla



xmlns="http://www.dominio.it/xml/bibliografia">

Tizio


Opera citata


1999





Riportare il riferimento ad un namespace per ogni elemento è di solito scomodo e rende di difficile lettura il documento XML. È possibile creare delle abbreviazioni per fare riferimento ai namespace.

Queste abbreviazioni sono costituite da caratteri alfanumerici seguiti da due punti (:) dichiarati nel root element ed utilizzati come prefissi dei nomi degli elementi. Il seguente esempio riporta il codice XML precedente facendo uso di questi prefissi:

xmlns:art="http://www.dominio.it/xml/articolo"
xmlns:bibl="http://www.dominio.it/xml/bibliografia" >


bla bla bla





Tizio


Opera citata


1999





Le dichiarazioni xmlns:art e xmlns:bibl assegnano i prefissi art: e bibl: ai relativi namespace e questi prefissi vengono utilizzati per ciascun elemento del documento XML.
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Integrazione di grammatiche e namespace

A partire da una grammatica definita tramite uno XML Schema, è possibile sfruttare un parser XML validante per verificare la validità di un documento XML. Il parser avrà bisogno, quindi, sia del documento XML da validare, sia dello schema XML rispetto a cui effettuare la validazione.



Ci sono diversi modi per fornire al parser informazioni sullo schema da utilizzare per la validazione. Uno di questi modi consiste nell'inserire nel documento XML un riferimento allo schema da utilizzare. Questo riferimento viene associato all'elemento root come nel seguente esempio:




<articolo


   xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance"

   xsi:noNamespaceSchemaLocation="articolo.xsd"

   titolo="Guida ad XML"
>



Oltre allìattributo titolo sono stati aggiunti due attributi predefiniti.



L'attributo xmlns:xsi indica un URL che specifica la modalità con cui si indicherà il riferimento allo schema XML. L'attributo xsi:noNamespaceSchemaLocation indica il nome e l'eventuale percorso del file contenente lo schema XML di riferimento.



Una delle caratteristiche auspicabili nella creazione di un nuovo linguaggio è la possibilità di integrare elementi derivanti da grammatiche diverse. Questa caratteristica consente di riutilizzare parti di grammatiche già definite evitando di dover rifare parte di lavoro già fatto in altri ambiti.



In questo modo, ad esempio, sarebbe possibile integrare un linguaggio per la descrizione di articoli tecnici con un linguaggio pre-esistente per la descrizione di bibliografie, ottenendo un nuovo linguaggio composto. Tuttavia la composizione di linguaggi pone almeno due tipi di problemi:




  • un documento che utilizza due grammatiche presenta il problema della validazione: a quale schema si deve fare riferimento per validare un documento XML "ibrido"?


  • due linguaggi potrebbero avere tag ed attributi con lo stesso nome, anche se utilizzabili in contesti diversi: come fare a risolvere questo tipo di ambiguità?



La soluzione a questi problemi deriva dai namespace. Un namespace è un insieme di nomi di elementi e nomi di attributi identificati univocamente da un identificatore.



L'identificatore univoco individua l'insieme dei nomi distinguendoli da eventuali omonimie in altri namespace. Per fare un esempio, se nell'ambito di una grammatica per descrivere dei dati anagrafici è stato definito un elemento indirizzo, questo nome potrebbe essere confuso con l'elemento indirizzo definito nell'ambito di una grammatica che descrive messaggi di posta elettronica. L'identificatore del relativo namespace consente di distinguere i due elementi omonimi.



Il concetto non è nuovo nell'informatica: ad esempio, quando definiamo i nomi dei campi in una tabella di un database abbiamo definito un namespace. Non possiamo avere campi con lo stesso nome all'interno di una tabella, ma possiamo avere gli stessi nomi in tabelle diverse. Possiamo risolvere l'ambiguità tra due campi omonimi facendoli precedere dal nome della tabella (il namespace).



Nell'ambito delle tecnologie XML, un XML Schema definisce implicitamente un namespace degli elementi e degli attributi che possono essere usati in un documento XML.



Se in un documento XML si utilizzano elementi definiti in schemi diversi abbiamo bisogno di un meccanismo che permetta di identificare ciascun namespace e il relativo XML Schema che lo definisce.

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Dichiarazione di tipi in xml

XML Schema prevede la possibilità di rendere modulare la definizione della struttura di un documento XML tramite la dichiarazione di tipi e di elementi.



Nel corso della creazione di uno schema XML possiamo analizzare ciascun sottoelemento significativamente complesso e fornire una definizione separata come elemento o come tipo di dato.



Questo contribuisce a fornire una struttura modulare allo schema, più ordinata, più comprensibile e semplice da modificare. Sfruttando la struttura modulare delle dichiarazioni, il contenuto di uno XML Schema diventa una sequenza di dichiarazioni di tipi ed elementi.



Possiamo definire un tipo complesso in base al seguente schema:




<xs:complexType name="nome_tipo">

...

</xs:complexType>



Il riferimento ad una dichiarazione di tipo viene fatta come se fosse un tipo predefinito, come mostrato nel seguente esempio:





<xs:element name="nome_elemento" type="nome_tipo" />



La possibilità di dichiarare elementi e tipi di dato implica l'esistenza di un ambito di visibilità o contesto dei componenti dichiarati. I componenti di uno schema dichiarati al livello massimo, cioè come sottoelementi diretti dell'elemento root, sono considerati dichiarati a livello globale e possono essere utilizzati nel resto dello schema.



Nella dichiarazione di un tipo complesso è possibile fare riferimento ad elementi già esistenti dichiarati a livello globale oppure si possono definire nuovi elementi. La definizione di nuovi elementi all'interno di una definizione di tipo o di elemento costituisce una dichiarazione a livello locale. Ciò vuol dire che l'utilizzo di questi elementi è limitato alla definizione del tipo complesso in cui sono dichiarati e non possono essere utilizzati in altri punti dello schema.



I nomi degli elementi devono essere univoci nel contesto in cui compaiono. Questo significa, però, che in contesti diversi possiamo avere elementi con lo stesso nome ma con struttura diversa senza rischio di conflitti.



Per fare un'analogia con i classici linguaggi di programmazione, le dichiarazioni globali e locali di componenti di uno schema corrispondono alle dichiarazioni di variabili globali e locali in un'applicazione.



Il seguente codice riporta lo XML Schema per un linguaggio di descrizione di articoli visto nel paragrafo precedente, riorganizzato alla luce della possibilità di definire tipi di dato.






<?xml version="1.0"?>

<xs:schema xmlns:xs="http://www.w3.org/2001/XMLSchema">




 <xs:element name="articolo">

  <xs:complexType>

   <xs:sequence>

    <xs:element name="paragrafo" type="paragrafoType"

    maxOccurs="unbounded"/>

   </xs:sequence>

  <xs:attribute name="titolo" type="xs:string"

  use="required"/>


  </xs:complexType>

 </xs:element>



 <xs:complexType name="paragrafoType">

  <xs:all maxOccurs="unbounded">

   <xs:element name="immagine" type="immagineType"

   minOccurs="0"/>

   <xs:element name="testo"/>

   <xs:element name="codice" minOccurs="0"/>


  </xs:all>

  <xs:attribute name="titolo" type="xs:string"

  use="optional"/>

  <xs:attribute name="tipo" use="optional">

   <xs:simpleType>

    <xs:restriction base="xs:string">

     <xs:enumeration value="abstract"/>

     <xs:enumeration value="bibliografia"/>

     <xs:enumeration value="note"/>


    </xs:restriction>

   </xs:simpleType>

  </xs:attribute>

 </xs:complexType>



 <xs:complexType name="immagineType">

  <xs:attribute name="file" use="required">

   <xs:simpleType>

    <xs:restriction base="xs:string"/>


   </xs:simpleType>

  </xs:attribute>

 </xs:complexType>



</xs:schema>



Come si può vedere, la leggibilità dello schema è molto maggiore rispetto alla prima versione. Inoltre, i tipi definiti a livello globale possono essere riutilizzati nel caso servisse modificare lo schema e quindi la struttura dei documenti XML risultanti.

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Tipi di dato

XML Schema introduce il concetto di tipo di dato semplice per definire gli elementi che non possono contenere altri elementi e non prevedono attributi. Si possono usare tipi di dato semplici predefiniti oppure è possibile personalizzarli.



Sono previsti numerosi tipi di dato predefiniti, alcuni dei quali sono riportati nella seguente tabella:
















































Tipo di dato



Descrizione



xs:string



Stringa di caratteri



xs:integer



Numero intero



xs:decimal



Numero decimale



xs:boolean



Valore booleano



xs:date



Data



xs:time



Ora



xs:uriReference



URL




Ad esempio, la seguente dichiarazione:



<xs:element name="quantita" type="xs:integer" />



permette l'utilizzo dell'elemento quantita in un documento XML consentendo soltanto un contenuto di tipo intero. In altre parole, sarà considerato valido l'elemento <quantita>123</quantita> mentre non lo sarà l'elemento <quantita>uno</quantita>.



XML Schema prevede anche la possibilità di definire tipi di dato semplici personalizzati come derivazione di quelli predefiniti. Se, ad esempio, abbiamo bisogno di limitare il valore che può essere assegnato all'elemento <quantita> possiamo definirlo nel seguente modo:



<xs:element name="quantita" >

   <xs:simpleType>

      <xs:restriction base="xs:integer">

         <xs:minInclusive value="1" />


         <xs:maxInclusive value="100" />

      </xs:restriction>

   </xs:simpleType>

</xs:element>



In altre parole, la dichiarazione indica che l'elemento <quantita> è di tipo semplice e prevede una restrizione sul tipo di dato intero predefinito accettando valori compresi tra 1 e 100.



I tipi di dato complessi si riferiscono ad elementi che possono contenere altri elementi e possono avere attributi. Definire un elemento di tipo complesso corrisponde a definire la relativa struttura.



Lo schema generale per la definizione di un elemento di tipo complesso è il seguente:




<xs:element name="NOME_ELEMENTO">

   <xs:complexType>

      ... Definizione del tipo complesso ...

      ... Definizione degli attributi ...


   </xs:complexType>

</xs:element>



Se l'elemento può contenere altri elementi possiamo definire la sequenza di elementi che possono stare al suo interno utilizzando uno dei costruttori di tipi complessi previsti:




  • <xs:sequence> Consente di definire una sequenza ordinata di sottoelementi


  • <xs:choice> Consente di definire un elenco di sottoelementi alternativi

  • <xs:all> Consente di definire una sequenza non ordinata di sottoelementi



Per ciascuno di questi costruttori e per ciascun elemento è possibile definire il numero di occorrenze previste utilizzando gli attributi minOccurs e maxOccurs. Ad esempio, se l'elemento testo può essere presente una o infinite volte all'interno di un paragrafo possiamo esprimere questa condizione nel seguente modo:




<xs:element name="paragrafo">

   <xs:complexType>

      <xs:element name="testo" minOccurs="1"

      maxOccurs="unbounded"/>

   </xs:complexType>

</xs:element>



In questo caso il valore unbounded indica che non è stabilito un massimo numero di elementi testo che possono stare all'interno di un paragrafo.



La definizione della struttura di un elemento è ricorsiva, cioè contiene la definizione di ciascun elemento che può stare all'interno della struttura stessa.



Per gli elementi vuoti è prevista una definizione basata sul seguente schema:




<xs:element name="NOME_ELEMENTO">

   <xs:complexType>


      <xs:complexContent>

         <xs:extension base="xs:anyType" />

            ... Definizione degli attributi ...

      </xs:complexContent>

   </xs:complexType>

</xs:element>



In altri termini, un elemento vuoto è considerato un elemento di tipo complesso il cui contenuto non si basa su nessun tipo predefinito.



La definizione degli attributi è basata sull'uso del tag <xs:attribute>, come nel seguente esempio:



<xs:attribute name="titolo" type="xs:string" use="required" />



L'attributo use consente di specificare alcune caratteristiche come la presenza obbligatoria (required) o un valore predefinito (default) in combinazione con l'attributo value. Ad esempio, la seguente definizione indica un attributo il cui valore di predefinito è test:



<xs:attribute name="titolo" type="xs:string" use="default" value="test" />



Bisogna tener presente che se non si specifica esplicitamente l'obbligatorietà dell'attributo, esso è considerato opzionale. Il seguente codice presenta uno XML Schema relativo al linguaggio di descrizione di articoli tecnici mostrato nei vari esempi.



<?xml version="1.0"?>

<xs:schema xmlns:xs="http://www.w3.org/2001/XMLSchema">

 <xs:element name="articolo">

  <xs:complexType>

   <xs:sequence>


    <xs:element name="paragrafo" maxOccurs="unbounded">

     <xs:complexType>

      <xs:all maxOccurs="unbounded">

       <xs:element name="immagine" minOccurs="0">

        <xs:complexType>

         <xs:attribute name="file"

          use="required">

          <xs:simpleType>


           <xs:restriction base="xs:string"/>

          </xs:simpleType>

         </xs:attribute>

        </xs:complexType>

       </xs:element>

       <xs:element name="testo"/>

       <xs:element name="codice" minOccurs="0"/>

      </xs:all>

      <xs:attribute name="titolo" type="xs:string"


      use="optional"/>

      <xs:attribute name="tipo" use="optional">

       <xs:simpleType>

        <xs:restriction base="xs:string">

         <xs:enumeration value="abstract"/>

         <xs:enumeration

         value="bibliografia"/>

         <xs:enumeration value="note"/>

        </xs:restriction>


       </xs:simpleType>

      </xs:attribute>

     </xs:complexType>

    </xs:element>

   </xs:sequence>

   <xs:attribute name="titolo" type="xs:string"

   use="required"/>

  </xs:complexType>

 </xs:element>


</xs:schema>



Questo XML Schema è equivalente al Dtd che abbiamo visto nella lezione n.7 "Dtd: Document Type Definition" .

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XML -elementi e struttura.

Analogamente ad un Dtd, un XML Schema è una descrizione formale di una grammatica per un linguaggio di markup basato su XML. L'approccio basato sui Dtd ci consente di specificare la struttura del nostro documento XML e di ciascun tag utilizzabile al suo interno con una precisione a prima vista accettabile.



Tuttavia, se abbiamo bisogno di un maggiore controllo sugli elementi che possono trovarsi all'interno di uno specifico tipo di documenti XML, i Dtd non risultano più sufficienti.



Ad esempio, i Dtd non mettono a disposizione un meccanismo immediato per indicare che un elemento può contenere al massimo un numero predefinito di sottoelementi, né è possibile specificare che un attributo può assumere valori di un certo tipo di dato, ad esempio valori numerici.



A differenza di un Dtd, che utilizza una propria sintassi specifica, un XML Schema utilizza la stessa sintassi XML per definire la grammatica di un linguaggio di markup. La cosa può sembrare paradossale, ma è invece indice dell'estrema flessibilità di XML.



Quindi uno XML Schema è un documento XML che descrive la grammatica di un linguaggio XML utilizzando un linguaggio di markup specifico. In quanto documento XML, uno XML Schema ha un root element che contiene tutte le regole di definizione della grammatica.



La struttura generale di uno schema XML è la seguente:




<?xml version="1.0"?>

<xs:schema xmlns:xs="http://www.w3.org/2001/XMLSchema">



... Definizione della grammatica ...




</xs:schema>



L'elemento root del documento è rappresentato dal tag <xs:schema>. Esso indica al parser che in questo documento saranno utilizzati dei tag definiti dal namespace standard del W3C.



Vedremo successivamente più in dettaglio cosa sono i namespace e come possiamo utilizzarli e definirli. Per il momento ci basti sapere che essi rappresentano un meccanismo per identificare tag appartenenti ad una specifica grammatica. Nel nostro caso questi tag speciali sono caratterizzati dal prefisso xs:.



XML Schema prevede il tag <xs:element> per la definizione degli elementi utilizzabili in un documento XML, specificando nell'attributo name il nome del relativo tag. All'interno di ciascun tag <xs:element> possiamo indicare il tipo di dato dell'elemento e possiamo definire gli eventuali attributi.



Ad esempio, la seguente definizione specifica l'elemento testo che può contenere soltanto stringhe:



<xs:element name="testo" type="xs:string" />



Questa dichiarazione corrisponde alla seguente dichiarazione Dtd:



<!ELEMENT testo (#PCDATA)>



Ma per comprendere meglio ed apprezzare la potenza degli XML Schema occorre analizzare il concetto di tipo di dato. Esistono due categorie di tipi di dato: semplici e complessi.

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Considerazioni ,entità dei documenti xml.

Abbiamo visto come XML preveda degli elementi, detti entità, che consentono di sostituire caratteri speciali. Più in generale, una entità consente di sostituire sequenze di caratteri con nomi speciali della forma & nome;. È possibile definire entità personalizzate all'interno di un Dtd in modo da sostituire qualsiasi sequenza di caratteri.



Per definire un'entità personalizzata si utilizza la dichiarazione

<!ENTITY>. Il seguente esempio mostra la definizione di un'entità & html; che rappresenta un'abbreviazione per la stringa HyperText Markup Language:



<!ENTITY html "HyperText Markup Language">



Grazie a questa dichiarazione possiamo utilizzare l'entità & html; al posto dell'intera stringa all'interno del documento XML che fa riferimento a questa grammatica.



Definito un Dtd abbiamo definito la grammatica per un linguaggio di markup. A questo punto dobbiamo mettere in relazione un documento XML con il suo Dtd, in modo che un parser XML possa verificare non soltanto la struttura ben formata del documento, ma anche la sua validità rispetto alla grammatica specificata.



Esistono due modi per indicare il Dtd cui un documento XML fa riferimento. Il primo modo prevede la presenza del Dtd all'interno del documento XML, come nel seguente esempio:




<?xml version="1.0">

<!DOCTYPE articolo[

...Definizioni del Dtd...

]>



<articolo>

...Contenuto del documento XML...

</articolo>



La dichiarazione <!DOCTYPE> indica che il documento individuato dall'elemento root <articolo> segue le regole definite tra le parentesi quadre.



Il secondo modo prevede che il Dtd sia definito in un file esterno ed il documento XML abbia un riferimento a tale file, come nel seguente esempio:





<?xml version="1.0">

<!DOCTYPE articolo SYSTEM "articolo.dtd">



In questo caso si fa riferimento all'URI del Dtd definito nel file articolo.dtd. L'indicazione del file contenente il Dtd può essere espressa come URL assoluto o relativo. Ad esempio, se il Dtd viene pubblicato su un sito web è possibile specificare il riferimento al Dtd come nel seguente esempio:




<!DOCTYPE articolo SYSTEM "http://www.myXML.it/articolo.dtd">



Utilizzando i Dtd, quindi, abbiamo un maggior controllo sulla struttura e sull'uso dei tag in un documento XML, evitando che la libertà nella definizione dei tag possa far perdere il controllo sui contenuti.



Tuttavia l'uso dei Dtd per definire la grammatica di un linguaggio di markup non sempre è del tutto soddisfacente. A parte il fatto che la sintassi utilizzata per definire un Dtd non segue le regole stesse di XML, i Dtd non consentono di specificare un tipo di dato per il valore degli attributi, né di specificare il numero minimo o massimo di occorrenze di un tag in un documento o altre caratteristiche che in determinati contesti consentirebbero di ottenere un controllo ancora più accurato sulla validità di un documento XML.

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DTD-documento tipo definition

Da un punto di vista cronologico, il primo approccio per la definizione di grammatiche per documenti XML è rappresentato dai Document Type Definition (DTD).



Un Dtd è un documento che descrive i tag utilizzabili in un documento XML, la loro reciproca relazione nei confronti della struttura del documento e altre informazioni sugli attributi di ciascun tag.



La sintassi di un Dtd si basa principalmente sulla presenza di due dichiarazioni: <!ELEMENT> e <!ATTLIST>. La prima definisce gli elementi utilizzabili nel documento e la struttura del documento stesso, la seconda definisce la lista di attributi per ciascun elemento. Ad esempio, la dichiarazione




<!ELEMENT articolo(paragrafo+)>



indica che l'elemento <articolo> ha come sottoelemento uno o più elementi <paragrafo>. Il carattere '+', dopo il nome del sottoelemento, indica il relativo numero di occorrenze.



Un insieme di caratteri speciali ha appunto lo scopo di indicare il numero di occorrenze di un elemento. In particolare:




  • +

    indica che l'elemento è presente una o più volte

  • *

    indica che l'elemento è presente zero o più volte

  • ?

    indica che l'elemento è presente zero o una sola volta




Per esempio, la definizione



<!ELEMENT paragrafo(immagine*, testo+)>



indica che l'elemento <paragrafo> contiene la sequenza di elementi <immagine> e <testo>. L'elemento <immagine> può essere presente zero o più volte, mentre <testo> deve essere presente almeno una volta.



Per la definizione dei tag che non contengono sottoelementi dobbiamo distinguere il caso dei tag vuoti dai tag che racchiudono testo. Nel caso di tag vuoto, come accade per <immagine>, la definizione è



<!ELEMENT immagine EMPTY>



Nel caso di elementi che racchiudono testo abbiamo una definizione analoga alla seguente:



<!ELEMENT testo (#PCDATA)>



Esiste la possibilità di definire elementi il cui contenuto non è definito a priori, possono cioè essere vuoti o contenere altri elementi senza vincoli particolari. Per definire questo tipo di elementi si utilizza la seguente dichiarazione:



<!ELEMENT elemento ANY>



Per la definizione degli attributi di ciascun tag facciamo uso della dichiarazione <!ATTLIST>.
Ad esempio, la dichiarazione:



<!ATTLIST articolo titolo CDATA #REQUIRED>



indica che l'elemento <articolo> prevede un attributo titolo che può avere come valore una qualsiasi combinazione di caratteri (CDATA). L'indicazione #REQUIRED indica che la presenza dell'attributo è obbligatoria. Valori alternativi a #REQUIRED sono:




  • #IMPLIED     

    Indica che l'attributo è opzionale

  • #FIXED valore

    Indica che il valore dell'attributo è fisso ed equivale al valore specificato



Se un attributo prevede valori alternativi predefiniti è necessario specificarli al posto di CDATA, come accade per l'attributo tipo del tag <paragrafo>





<!ATTLIST paragrafo

      titolo   CDATA #REQUIRED

      tipo     (abstract|bibliografia|note) #IMPLIED

>



In questo caso vengono definiti due attributi per l'elemento <paragrafo> facendo seguire alla definizione del primo attributo (titolo) quella del secondo(tipo). L'attributo tipo, opzionale, può assumere uno tra i valori abstract, bibliografia o note.



Il seguente codice riporta il Dtd completo per un documento che descrive un articolo analogo a quello visto negli esempi:




<!ELEMENT articolo(paragrafo+)>

<!ELEMENT paragrafo (immagine*, testo+, codice*)>



<!ELEMENT immagine EMPTY>

<!ELEMENT testo (#PCDATA)>

<!ELEMENT codice (#PCDATA)>



<!ATTLIST articolo titolo CDATA #REQUIRED>


<!ATTLIST paragrafo

      titolo   CDATA #IMPLIED

      tipo     (abstract|bibliografia|note) #IMPLIED

>

<!ATTLIST immagine file CDATA #REQUIRED>

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Scopriamo validità del documento xml.XML offre la libertà di definire i tag a seconda delle necessità, ma perché non si generi confusione è necessario

XML offre la libertà di definire i tag a seconda delle necessità, ma perché non si generi confusione è necessario un meccanismo che ne vincoli l'utilizzo all'interno dei documenti. Si può stabilire quali tag possono essere utilizzati e come per rispecchiare una struttura logica predefinita.

In altre parole abbiamo bisogno di definire una grammatica per il linguaggio di markup che abbiamo ideato. Una grammatica è un insieme di regole che indica quali vocaboli (elementi) possono essere utilizzati e con che struttura è possibile comporre frasi (documenti).

Una grammatica definisce uno specifico linguaggio linguaggio di markup. Dunque se un documento XML rispetta le regole definite da una grammatica è detto valido per un particolare linguaggio.

La caratteristica di documento valido si affianca a quella di documento ben formato per costruire documenti XML adatti ad essere elaborati automaticamente.

C'è da sottolineare che un documento ben formato può non essere valido rispetto ad una grammatica, mentre un documento valido è necessariamente ben formato. tra l'altro, un documento valido per una grammatica può non essere valido per un'altra grammatica.

Ma come si definisce una grammatica per descrivere un linguaggio di markup? Attualmente due sono gli approcci più diffusi alla creazione di grammatiche per documenti XML: Dtd - Document Type Definition e XML Schema. Questi argomenti saranno affrontati in seguito.

Un documento XML può essere all'origine di diversi tipi di elaborazione: generazione di altri documenti, eventualmente in formati diversi, controllo delle impostazioni di programmi, rappresentazione di immagini, ecc.

Tutti i possibili impieghi di XML, però, si fondano su due tipi di elaborazione preliminare: la verifica che un documento sia ben formato e la sua validità rispetto ad una grammatica.

I software che si occupano di queste elaborazioni sono detti parser e sono degli strumenti standard disponibili sulle diverse piattaforme. Possiamo suddividere i parser in due categorie (talvolta può essere lo stesso parser che assume due ruoli):

  • parser non validante è un parser che verifica soltanto se un documento è ben formato
  • parser validante è un parser che, oltre a verificare che un documento è ben formato, verifica se è corretto rispetto ad una data grammatica

La maggior parte degli editor XML più recenti hanno un parser integrato o si appoggiano su parser esterni per effettuare la convalida dei documenti.

Per la validazione di un documento XML tramite codice è possibile utilizzare diverse librerie. tra le più note segnaliamo: MSXML (componente di Internet Explorer dalla versione 4.0 in poi, quindi è presente su tutte le macchine che hanno installato questo browser), Xerces e XML4J.

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Come si presenta il documento ben formato xml

XML richiede un certo rigore sugli aspetti sintattici. Abbiamo visto nel paragrafo precedente che un tag vuoto deve necessariamente prevedere il tag di chiusura o in alternativa la versione abbreviata del tag.



Questo non è altro che un aspetto di un principio fondamentale a cui tutti i documenti XML devono sottostare: tutti i documenti XML devono essere ben formati (well formed). Questo concetto è assimilabile in qualche modo alla correttezza ortografica di una lingua ed è un principio a cui i documenti XML non possono sottrarsi.



Perché un documento XML sia ben formato deve rispettare le seguenti regole:




  • Ogni documento XML deve contenere un unico elemento di massimo livello (root) che contenga tutti gli altri elementi del documento. Le sole parti di XML che possono stare all'esterno di questo elemento sono i commenti e le direttive di elaborazione (per esempio, la dichiarazione della versione di XML)


  • Ogni elemento deve avere un tag di chiusura o, se vuoti, possono prevedere la forma abbreviata (/>)

  • Gli elementi devono essere opportunamente nidificati, cioè i tag di chiusura devono seguire l'ordine inverso dei rispettivi tag di apertura

  • XML fa distinzione tra maiuscole e minuscole, per cui i nomi dei tag e degli attributi devono coincidere nei tag di apertura e chiusura anche in relazione a questo aspetto

  • I valori degli attributi devono sempre essere racchiusi tra singoli o doppi apici




La violazione di una qualsiasi di queste regole fa in modo che il documento risultante non venga considerato ben formato. Anche se queste regole possono sembrare semplici, occorre prestarvi molta attenzione se si usa un semplice editor di testo. Soprattutto se si è abituati a lavorare con HTML. Codice del tipo




<articolo titolo=test>

...

</Articolo>



darà qualche problema, e lo stesso dicasi per situazioni analoghe alla seguente:




<paragrafo>

<testo>abcdefghi...

</paragrafo>

</testo>



Anche la scelta dei nomi dei tag deve seguire alcune regole. Un tag può iniziare con un lettera o un underscore (_) e può contenere lettere, numeri, il punto, l'underscore (_) o il trattino (-). Non sono ammessi spazi o altri caratteri. XML è sensibile all'uso di maiuscolo e minuscolo, quindi i tag <prova> e <Prova> sono considerati diversi.



Per quanto riguarda il contenuto, un documento XML può contenere potenzialmente qualsiasi carattere dell'alfabeto latino, cifre e punteggiatura. Normalmente vengono accettati come caratteri validi in un documento XML i primi 128 caratteri della codifica ASCII (lettere dell'alfabeto latino minuscole e maiuscole, cifre, segni di punteggiatura, ecc.).



Se un documento contiene caratteri che non rientrano tra questi (es.: lettere accentate, simboli di valuta, ecc.) è necessario specificare lo schema di codifica utilizzato. Lo schema di codifica ed altre informazioni dirette al software incaricato di elaborare il documento XML sono indicate tramite elementi speciali detti direttive di elaborazione o processing instruction.



Ad esempio, la seguente direttiva di elaborazione:



<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>



abilita l'uso del set di caratteri noto come Latin 1 contenente le lettere accentate ed altri simboli.



Le specifiche di XML prevedono esplicitamente la possibilità di utilizzare la codifica Unicode per rappresentare anche caratteri non latini, come ad esempio i caratteri greci, cirillici, gli ideogrammi cinesi e giapponesi.



Oltre alle direttive di elaborazione, in un documento XML possiamo trovare i commenti, cioè informazioni rivolte agli esseri umani ed ignorate dai software che lo elaborano. I commenti XML seguono la stessa sintassi dell'HTML, sono cioè racchiusi tra le sequenze di caratteri <!-- e --> e possono trovarsi in qualsiasi punto del documento.



Potrebbe essere necessario inserire in un documento XML dei caratteri particolari che potrebbero renderlo non ben formato. Ad esempio, se dobbiamo inserire del testo che contiene il simbolo <, corriamo il rischio che possa venire interpretato come l'inizio di un nuovo tag, come nel seguente esempio:




<testo>

il simbolo < indica minore di

</testo>




Per evitare situazioni di questo tipo, XML prevede degli oggetti speciali detti entità che consentono di sostituire altri caratteri. Cinque entità sono predefinite e consentono l'uso di altrettanti caratteri riservati all'interno di un documento:




  • &amp; definisce il carattere &

  • &lt; definisce il carattere <

  • &gt; definisce il carattere >

  • &quot; definisce il carattere "


  • &apos; definisce il carattere '



Sfruttando le entità, l'esempio precedente diventa:



<testo>

il simbolo &lt; indica minore di

</testo>



In determinate situazioni gli elementi da sostituire con le entità possono essere molti, il che rischia di rendere illeggibile il testo ad essere umano. Si consideri il caso in cui un blocco di testo illustri proprio del codice XML:




<codice>

<libro>

<capitolo>

</capitolo>

</libro>

</codice>



In questo caso, al posto di sostituire tutte le occorrenze dei simboli speciali con le corrispondenti entità è possibile utilizzare una sezione CDATA.



Una sezione CDATA (Character DATA) è un blocco di testo che viene considerato sempre come testo, anche se contiene codice XML o altri caratteri speciali. Per indicare una sezione CDATA è sufficiente racchiuderla tra le sequenze di caratteri <![CDATA[ e ]]>. Il nostro esempio diventerà come segue:




<codice>

<![CDATA[

<libro>

<capitolo>

</capitolo>


</libro>

]]>

</codice>



In certe situazioni non si conosce a priori il contenuto che può essere inserito in un blocco di testo e pertanto l'utilizzo delle sezioni CDATA risulta obbligatorio.

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XML-la struttura documentu (parte 1a)

XML è dunque un meta-linguaggio per definire la struttura di documenti e dati. Il termine documento ricorre spesso nella terminologia XML. Anche se esso può far pensare pagine Web o altri prodotti dell'elaborazione di testo, è utilizzato nella sua accezione più ampia di contenitore di informazioni.

Concretamente, un documento XML è un file di testo che contiene una serie di tag, attributi e testo secondo regole sintattiche ben definite.

Analizziamo ora XML dal punto di vista logico e sintattico e i documenti che con esso si possono creare dando uno sguardo alla struttura logica. Introduciamo alcuni concetti fondamentali per la corretta comprensione di questo meta-linguaggio.

Un documento XML è intrinsecamente caratterizzato da una struttura gerarchica. Esso è composto da componenti denominati elementi.Ciascun elemento rappresenta un componente logico del documento e può contenere altri elementi (sottoelementi) o del testo.

Gli elementi possono avere associate altre informazioni che ne descrivono le proprietà. Queste informazioni sono chiamate attributi.

L'organizzazione degli elementi segue un ordine gerarchico o arboreo che prevede un elemento principale, chiamato root element o semplicemente root o radice.

La radice contiene l'insieme degli altri elementi del documento. Possiamo rappresentare graficamente la struttura di un documento XML tramite un albero, generalmente noto come document tree.

Per fissare le idee prendiamo in considerazione la rappresentazione di un generico articolo a carattere tecnico e proviamo a rappresentarlo secondo il modello XML, come mostrato in figura.

Figura 1. Struttura gerarchica di un documento XML
Struttura arborea di un documento XML

Nella figura abbiamo un root element denominato articolo che contiene una lista di elementi che rappresentano i vari paragrafi dell'articolo. Ciascun paragrafo a sua volta contiene del testo, degli esempi di codice e delle immagini. La maggior parte degli elementi di questo document tree possiede degli attributi: titolo, tipo, file.

La struttura logica di un documento XML dipende dalle scelte progettuali. Siamo noi a decidere come organizzare gli elementi all'interno di un documento XML. Non esistono regole universali per l'organizzazione logica di un documento se non il buon senso e l'esperienza.

La struttura logica di un documento XML viene tradotta in una corrispondente struttura fisica composta di elementi sintattici chiamati tag. Questa struttura fisica viene implementata tramite un file di testo creato con un qualsiasi editor. La rappresentazione fisica del documento XML visto prima può essere la seguente:





Blocco di testo del primo paragrafo






Blocco di testo del secondo paragrafo


Esempio di codice


Altro blocco di testo




Riferimento ad un articolo



Analizziamo il contenuto del documento per trarre alcune considerazioni. La prima riga del documento lo identifica come un documento XML e ne specifica la versione (in questo caso la 1.0):

Il corpo vero e proprio del documento segue questa prima riga, rappresentando gli elementi tramite tag, cioè sequenze di caratteri delimitate dai segni '<' e '>' proprio come avviene per l'HTML.

A differenza dell'HTML in cui i tag sono predefiniti, XML ci lascia liberi di definire i tag che vogliamo. Per specificare un attributo per un elemento inseriamo il nome dell'attributo con il relativo valore all'interno del tag di apertura dell'elemento. L'organizzazione gerarchica degli elementi viene rappresentata in XML tramite il loro annidamento.

Alcuni elementi possono essere vuoti, cioè possono essere privi di contenuto testuale. A differenza di quanto avviene per l'HTML, che consente l'utilizzo di elementi senza tag di chiusura, XML prevede che vengano sempre specificati i tag di apertura e chiusura. È questo il caso del tag immagine.

Tuttavia, XML prevede una sintassi abbreviata per gli elementi vuoti che evita di dover specificare il tag di chiusura. È infatti sufficiente terminare il tag di apertura con la sequenza di caratteri "/>", come nel seguente esempio:

Le due notazioni per gli elementi vuoti sono equivalenti.

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Scopri I MIGLIORI EBOOK di Bruno Editore



Carissimo amico…,

ti presento oggi una lista dei migliori Ebook della Bruno Editore su tutto quello che concerne Internet ed il Guadagno Online…

Personalmente ne ho letti diversi…, e devo dire che sono tutti di ottima qualità

In particolare ho trovato molto buoni gli Ebook scritti da Giacomo Bruno (come il famoso: “fare soldi online in 7 giorni”), e di Daniele D’Ausilio (vedi “Collana il Codice”), che per me sono dei veri maestri…

Ormai è parecchio tempo che leggo tutto quello che trovo sulla crescita sia personale che finanziaria…, e posso dire con tutta onestà che su Autostima.net ho trovato alcuni alcuni dei migliori Ebook in assoluto (almeno questo è il mio parere…).

Personalmente credo molto nella formazione, e credo sia molto importante lo studio e l’impegno volti soprattutto ad apprendere nuove strategie e nuovi punti di vista che mi permettano di usare al meglio le mie risorse, e che mi aiutino a raggiungere i miei obiettivi, rendendoli concreti e realizzabili…

Per questo amo tanto questi Ebook, e li propongo con entusiasmo…

Ma tu non devi credermi sulla parola…

Puoi verificare di persona scaricando GRATIS il 1° capitolo di tutti gli Ebook che ti interessano (o i Report Omaggio).

Basta che tu clicchi sulle immagini, o sui link, degli Ebook che interessano di più…, e verrai indirizzato alla pagina dove fare il Download Gratuito dell’Ebook in questione…

Quindi ti auguro… Buona Lettura…:-)

Dropship & Dropshipping

1) Dropship & Dropshipping, di Donato Matola
I Segreti per Rivendere i Prodotti Altrui Senza Affiliazioni
Applica le strategie per fidelizzare i clienti, scopri i vantaggi di lavorare nel Dropshipping, sfrutta i metodi più convenienti per farti pubblicità online e segui le strategie per diventare un dropshipper di successo!

Ebook in 198 Pagine + 2 Report
€ 29+iva, ISBN: 9788861740785



Il Codice della Newsletter

2) Il Codice della Newsletter, di Daniele D'Ausilio
Come Fare Email Marketing e Creare la Tua Mailing List di Successo
Impara a creare una mailing list coerente con il tuo business, scopri i trucchi per far interessare sempre di più chi è già iscritto e per attirare chi ancora non lo è. Metti in pratica i consigli dell'esperto per vedere aumentare i tuoi guadagni!

Ebook in 198 Pagine + 4 Report
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Il Codice di AdWords

3) Il Codice di AdWords, di Daniele D'Ausilio
Come Arrivare Primo nel Posizionamento su Google Adwords
Usare AdWords non è per niente facile. Troppo spesso cambiano i Regolamenti e si esce fuori Budget con pochi Ritorni sugli Investimenti. Ma finalmente le Strategie Vincenti sono state svelate!

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Blog Business

4) Blog Business, di Emanuele Papalia
Come Creare un'Attività di Successo nell'Era del Web 2.0
Metti in pratica tutti gli step proposti per creare e gestire il tuo blog, scopri i piccoli segreti che faranno grande la tua attività e inizia a farti conoscere nel mondo del web 2.0

Ebook in 297 Pagine + 3 Report
€ 29+iva, ISBN: 9788861741638



Il Codice degli Ebook

5) Il Codice degli Ebook, di G. Bruno & D. D'Ausilio
Come Creare, Progettare, Scrivere e Pubblicare il Tuo Ebook
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La Pubblicità sul Web

6) La Pubblicità sul Web, di Giovanni Frega
Manuale sull'Analisi Linguistica della Pubblicità nei Banner
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Il Triangolo del Seo

7) Il Triangolo del Seo, di Lorenzo De Santis
Ottimizzare il Tuo Sito per il Posizionamento sui Motori di Ricerca
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Fare Soldi Online con Ebay

8) Fare Soldi Online con Ebay, di G. Bruno & D. D'Ausilio
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101% Traffico

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La Torre di AdSense

10) La Torre di AdSense, di Marco De Carlo
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E-Commerce da Zero a Cento

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I Segreti del VideoMarketing

12) I Segreti del VideoMarketing, di Vincenzo Iavazzo
Strategie e Tecniche Segrete per Guadagnare e fare Pubblicità con i Portali di Condivisione Video
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14) Il Codice di Second Life, di Daniele D'Ausilio
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Fare Soldi Online con Google

15) Fare Soldi Online con Google, di Giacomo Bruno
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Fare Soldi Online con Blog e MiniSiti

16) Fare Soldi Online con Blog e MiniSiti, di Giacomo Bruno
Guadagnare e Creare Rendite sul Web con i Segreti di Blog e MiniSiti
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19) Facebook: Successo e Business, di Gianluigi Ballarani & Lorenzo De Santis
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Il Codice dell'Affiliazione

22) Il Codice dell'Affiliazione, di Daniele D'Ausilio
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Guadagnare con Emule e Youtube

24) Guadagnare con Emule e Youtube, di Iavazzo Vincenzo
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I Segreti di MySpace

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Cheap Business

27) Cheap Business, di Giuseppe Marchesiello
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Come Creare Rendite di Denaro Automatiche Offline e Online( parte3a)



15. I soldi fanno la felicità ?
Si dice che la ricchezza non dia la felicità... siamo tutti d'accordo?

La risposta è “sì, siamo d'accordo!”

Sappiamo bene quante persone ricche siano infelici e spesso dedite ad alcol e droghe.

Sappiamo bene anche quante persone vincono la lotteria e finiscono presto in rovina o addirittura (talvolta) con il suicidarsi.

Perché i soldi in sé non danno la felicità.

Lo sappiamo bene… e ne sentiamo parlare spesso…

Ma c'è un però...

La ricchezza non dà la felicità…, ma sicuramente può dare la LIBERTÀ.

Questo dobbiamo proprio ammetterlo…

Senza soldi non siamo liberi:

- di mandare a quel paese il capo che ci tratta senza rispetto…J

- di andare in vacanza con la nostra famiglia dove, vogliamo…

- di sottoporre noi stessi o i nostri famigliari, se necessario…, a costose cure mediche...

- di far studiare i nostri figli, assicurando loro una formazione adeguata….

- di studiare e migliorare la nostra stessa formazione…

- insomma siamo molto più limitati in tutti gli aspetti della nostra vita…

Pertanto… se vogliamo essere liberi, dobbiamo acquisire una nuova mentalità vincente, dobbiamo impegnarci e agire per raggiungere nuovi obiettivi.

Ora….


16. L'uomo più ricco del mondo
Stai portando ancora i tuoi secchi o stai costruendo il tuo acquedotto?

C'era una volta un piccolo paesino in una zona molto arida della California.

Mancava l'acqua e così si indisse un concorso per la gestione ed il trasporto dell'acqua dal fiume.

Vinsero due persone a pari merito: John e Richard.

John si mise subito al lavoro…

Comprò due secchi e…, dalla mattina alla sera, faceva avanti e indietro dal paese al fiume, riempiendo il suo pozzo e vendendo l'acqua a 1 dollaro per secchio.

Anche se era un lavoro molto faticoso e pesante, egli iniziò a guadagnare parecchi soldi.

Richard invece scomparve…

Ma dopo 6 mesi ricomparve…

Con lui arrivò una squadra di ingegneri e di operai che, nel giro di un mese, costruì un acquedotto , che portava nel paese un flusso d'acqua continuo.

Acqua più pulita, più economica, 24 ore su 24.

John corse ai ripari assumendo i due figli che cominciarono a lavorare insieme a lui, giorno e notte, per offrire un servizio simile a quello di Richard.

Ma…, nonostante lavorassero il triplo di prima, riuscirono ad ottenere scarsi risultati.

John, pur avendo dedicato tutta la sua vita e la sua famiglia al lavoro, aveva fallito.

Richard, invece, riuscendo ad avere un flusso costante di denaro che entrava nelle sue tasche, ed avendo molto tempo libero, poté dedicarsi di più alla famiglia e al divertimento.

Nel frattempo investì il denaro guadagnato facendo costruire nuovi acquedotti in tutti i paesi della zona e diventò un uomo molto ricco...

E tu, stai ancora portando i tuoi secchi o stai costruendo il tuo acquedotto…?


17. SEO o Pay Per Click?
Il pay per click è più veloce ed efficace rispetto all’ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca?

Da anni webmaster di ogni livello cercano di ottenere visitatori da motori di ricerca come Google o Yahoo…

La questione è: mi compro una pubblicità in pay-per-click o lavoro sull’ottimizzazione del mio sito?

L’ottimizzazione del sito, che richiede uno studio approfondito per riuscire ad essere al primo posto nella parte gratuita dei risultati di un motore di ricerca, si
chiama SEO, acronimo di: Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca.

Il SEO è un tipo di Strategia piuttosto lunga e laboriosa, e che non garantisce risultati certi per cui può rivelarsi una perdita di tempo..

E' vero che, se tale strategia va a buon fine, è possibile risparmiare denaro, però generalmente funziona su una o due “
Keywords” (cioè “parole chiave”)…; ma cercando altre parole chiave correlate al sito, probabilmente questo non sarà più al primo posto.

Perciò…, secondo te vale la pena faticare tanto per una keyword quando hai la possibilità di investire su centinaia di parole chiave con pochi centesimi di euro?

O decidi di impegnarti a fare la stessa “operazione di ottimizzazione” decine, o centinaia di volte, (ma ti assicuro che è praticamente impossibile…), oppure ti rendi conto che conviene acquistare le parole chiave in pay-per-click, spendendo il meno possibile…

Il vero problema è che Google, e così gli altri motori di ricerca, cambia le regole del gioco quando più gli aggrada.

Infatti è già accaduto che ad un certo punto, quando tutti ormai conoscevano le strategie per attestarsi nelle prime posizioni della parte gratuita e si era innescata una guerra spietata tra i vari concorrenti, i Motori di Ricerca hanno cambiato tutte le regole.

La posizione del sito non dipendeva più dai contenuti, ma dalla “Link Popularity”, cioè dal numero di utenti, o di siti, che ti linkavano dall'esterno.

Dopo mesi e mesi di studio le nuove regole vennero individuate, e c’era chi faceva offerte di questo genere: “Tu ci paghi dieci dollari e noi mettiamo il tuo link nel nostro sito, così verrai cliccato da noi e da altri utenti, ed il tuo “pagerank” (ovvero la tua posizione sul web) crescerà
….

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Anche in questo caso Google ha cambiato le regole e si è dovuto ricominciare da capo.

Il sistema ogni tanto si aggiorna per “non farsi imbrogliare”, perché altrimenti le ricerche sarebbero gestite e controllate da chi riesce a decifrare le regole adottate dei Motori di Ricerca….

Invece i programmatori di Google vogliono che i risultati delle ricerche fatte dagli utenti siano concreti e seri, senza che nessuno possa manipolarli a proprio piacimento.

Il pay per click è più veloce, e più efficace, rispetto all’ottimizzazione delle pagine per i motori di ricerca.

Articolo tratto da
POSIZIONAMENTO e FREE PER CLICK SEO


18. Fare Soldi Online: è possibile fare 32400 euro in un solo mese investendone 1000?

Voglio sottoporti un progetto che segue passo passo tutte le strategie insegnate negli ebook presentati su questo sito, perché si tratta di strategie che anch’io utilizzo, e quindi so per certo che funzionano.

Quando propongo una strategia (o un ebook) è perché l’ho sperimentata in prima persona e sono certo che funziona ed è efficace.


Il progetto che ti presento riguarda il lancio sul mercato dell’ebook “Seduzione”, pubblicato un po’ di tempo fa.



Ecco i dettagli del progetto:

- PRODOTTO: libro “Seduzione” (€ 29)

Ebook

- STRUMENTO: mini sito 1 pagina
- NOME SITO WEB: www.Seduzione.net
- PAGAMENTI: PayPal
- PUBBLICITA’: Google Adwords

Annuncio su Google AdWords:

Tu non sai sedurre.
Anche io non sapevo farlo
poi ho scoperto questo libro
www.Seduzione.net

In pratica, esattamente come viene spiegato negli ebook e nei corsi, bisogna creare un minisito web di 1 sola pagina, molto ottimizzato alla vendita e con strategie segrete di PNL e Persuasione.

Dopodichè si acquista pubblicità su Google, tramite il programma Adwords, ottenendo così numerosi visitatori.

Alcuni compreranno, alcuni no…



Vediamo insieme i risultati del primo mese di progetto*:

*(Dati di Autostima.net)

- BUDGET PUBBLICITÀ: 1.000 euro
- COSTO MEDIO DI 1 CLICK: 0,15 euro
- CLICK RICEVUTI: 6.597
- VENDITE: 89 libri
- CONVERSIONE: 89/6.597 = 1,34%
- RICAVO: 89*60 = 5.340 EURO
- RITORNO (ROI): 5.340/1.000 = 534%

Un ricavo del 534% in un mese, spese di produzione a parte.

Dati che farebbero rabbrividire qualsiasi magnate della finanza e qualsiasi investitore di Wall Street.

E sappi che questi dati non sono stati ritenuti soddisfacenti, perché la conversione è stata considerata piuttosto bassa (1,34%) e i click sono costati ben 15 centesimi invece di 5 centesimi.

Questo perché per la parola chiave “seduzione” c’è molta concorrenza e quindi il prezzo per visualizzare il proprio annuncio si alza esattamente come fosse ad un’asta.

Nonostante questo l’investimento è stato grandioso: spesi 1.000 euro di pubblicità e venduti ebook per 5.340 euro… davvero un bel ritorno!

Ovviamente il mese successivo il mini sito è stato ottimizzato per alzare il tasso di conversione.

Sono stati testati diversi titoli che potessero attirare l’attenzione ed essere di forte impatto.

Così il secondo mese le cose sono migliorate parecchio.

Spesso bastano infatti piccole ottimizzazioni, o un titolo diverso che attiri di più l’attenzione, per avere risultati nuovi e più soddisfacenti…

Applicando queste strategie si è riusciti a portare quelle cifre ad un livello molto più alto, superiore al 3.000% in un mese.

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Ed ora immagina di poter fare questo guadagno per ogni singolo prodotto…

Ti rendi conto ora delle potenzialità di internet?

Con soli 1.000 euro di investimento in pubblicità e le giuste strategie si sono potuti guadagnare in un singolo mese ben 32.400 euro, con un ritorno sull’investimento (ROI) del 3.240%.

Adesso tu potresti pensare che è facile raggiungere questi risultati con una grossa esperienza e dei prodotti di altissima qualità.

E che quindi per te è più difficile.

Invece per un attimo immagina di avere a disposizione tutti questi prodotti.

Ti piacerebbe?

Bene, sappi che per te questo progetto è molto facile da realizzare, infatti ti basta partecipare al programma di affiliazione di Autostima.net


Autostima.net si occupa da anni di crescita personale, professionale e finanziaria.

La crescita è la missione di Autostima.net.

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19. Formula Segreta per essere primi su Google
Esiste davvero la formula segreta per essere primi su Google Adwords?

La formula segreta per essere primi su Google Adwords è di immenso valore per chiunque investa su internet, perché ti permette di risparmiare decine di migliaia di euro all’anno in pubblicità.

Spesso le persone iscritte ai programmi di affiliazione (o che vendono prodotti loro…) si chiedono se i loro risultati siano buoni o nella media.

Prendiamo il caso di un affiliato che ha totalizzato 1.000 click e ha portato 10 ordini per un guadagno di 300 euro.

Secondo te è un buon investimento?

Non lo puoi sapere…

Né lo posso sapere io…

La risposta dipende da quanto lui abbia pagato quei 1.000 click.

Perché… se li ha pagati 10 centesimi l’uno, ha speso 100 euro e ha fatto un ottimo investimento.

Speso 100, guadagnato 300, davvero ottimo.

Ma se quei click li ha pagati 50 centesimi l’uno, perché semplicemente ha impostato il budget e il CPC (costo per click) suggerito da Google AdWords, allora avrà speso 500 euro.

Spesi 500, guadagnati 300: persi 200 euro, un pessimo investimento.

Quindi ciò che fa veramente la differenza è quanto tu paghi per ogni clic!

Se sbagli nell’effettuare questa impostazione, sbagli l’intero investimento, e ti bruci i tuoi guadagni online.

SEGRETO: se paghi troppo i click su Google AdWords allora il tuo investimento sarà sprecato…

Ogni forma di investimento va misurata e calcolata in anticipo.

E’ facile fare soldi su internet, molto più facile che in qualsiasi altra attività che io conosca.

Ma ci vogliono le giuste strategie!!!


Articolo tratto da
FARE SOLDI ONLINE CON GOOGLE


20. Annuncio Vincente su AdWords di Google
Il segreto per fare soldi online con Google è sfruttare e ottimizzare al meglio i tuoi annunci...

Il punto focale è sicuramente il Titolo dell'annuncio.

Infatti è nel titolo che va assolutamente inserita la keyword (parola chiave) che hai scelto.

Se per esempio hai scelto la parola chiave “ricette”, allora il tuo titolo potrebbe essere “Guida alle ricette”.

Quando un utente cercherà la parola chiave “ricette” su Google, se esiste un annuncio che la contiene, quella parola risulterà visualizzata in grassetto all’interno dell’annuncio stesso.

Ci hai mai fatto caso?

La parola chiave, sia nei risultati gratuiti che negli annunci a pagamento, viene messa in grassetto.

La parola in grassetto attira maggiormente l'attenzione dell'utente, e quindi è più probabile che l’annuncio venga cliccato perché a livello psicologico c’è più rilevanza visiva.

Guarda in questo esempio tratto dalla ricerca di
vincere in borsa come vengano messe in grassetto tutte le parole “vincere” “in” “borsa”:

Vincere In Borsa
Guida Fare Soldi col Trading Online
Guadagna Denaro in Borsa dvd €190
www.VincereInBorsa.net

Per rendere l’annuncio ancora più efficace è importante che nel testo tu inserisca anche verbi e “call to action”.

La “call to action” è l'invito all'azione.

Per esempio se ci trovassimo in un periodo natalizio, un’ottima “call to action” potrebbe essere:

- “Scarica la ricetta di Natale”.

Infatti sotto le feste le “ricette di Natale” sono molto richieste…

Invitare l’utente a “scaricare qualcosa online” è un invito all'azione, che su internet funziona molto bene perché é qualcosa di immediato e di concreto.


Articolo tratto da:

FARE SOLDI ONLINE CON GOOGLE


21. Posizionamento
Se hai deciso di guadagnare su internet, creare un sito facilmente utilizzabile e posizionarlo bene nei motori di ricerca, questa è la risposta…

Fare un uso intelligente delle regole di “web marketing” per rendere un sito affascinante, e quindi non più solo informativo, è il segreto per realizzare delle buone vendite.

In effetti gli utenti su internet generalmente cercano informazioni su prodotti o altro: ma queste sono sufficienti per spingere le persone ad acquistare?

Compreresti un prodotto per il quale ottieni tante informazioni, ma che non ti motiva affatto?

Ovviamente no…

Quindi, qualsiasi cosa tu venda o pensi di vendere su internet, devi prima di tutto raggiungere l'obiettivo di motivare il cliente.

In questo caso il web marketing non è diverso dalla vendita tradizionale, la motivazione è comunque alla base di tutto, ed è da lì che occorre partire.

Probabilmente dirai che non c'è nulla di nuovo e che è una cosa risaputa…

A maggior ragione lo dovrebbero sapere i proprietari di grandi siti, che assumono dei “super esperti” di “usabilità” e di “web marketing”.

Tuttavia se navighi sulla maggior parte dei siti e-commerce più famosi in Italia e nel mondo, difficilmente ne troverai uno che riesca a motivarti...

Se vai sul sito di Amazon a cercare un libro, ti accorgerai che… certo…, è il sito numero uno al mondo per il commercio elettronico, da un punto di vista di usabilità è fatto benissimo ed ha un ottimo posizionamento…

Ma non motiva molto a comprare.

Spesso non trovi che due righe di descrizione per libro, i volumi non sono presentati in modo accattivante e non si capisce quali benefici potranno offrire all'acquirente.

Manca totalmente la parte motivazionale, c’è solo la parte informativa…


Materiale tratto dagli ebook:


Fare Soldi Online con Blog e Minisiti

Fare Soldi Online in 7 Giorni

Formula segreta di Google Adwords:

Posizionamento su Google

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(Tratto dal sito di Autostima.net)

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Come Creare Rendite di Denaro Automatiche Offline e Online( parte2a)



8. Specializzarsi
Dopo aver scoperto cos’è che ci appassiona veramente, cerchiamo di capire cosa ci rende unici e fa la differenza tra noi e i nostri concorrenti?

Ad esempio…

Abbiamo scoperto che la nostra passione per la lettura di tutto ciò che riguarda la Comunicazione ci ha dato nel corso degli anni (libro dopo libro), una grandissima competenza….

Come possiamo metterla a disposizione degli altri?

Cosa ci rende unici?

Cosa possiamo offrire in più che altri non offrono?

La risposta è SPECIALIZZARSI…

Dobbiamo specializzarci in uno specifico settore.

Ad esempio:

Potremmo essere interessati al settore della Pubblicità.

Quindi decidere di approfondire le conoscenze che già abbiamo acquisito con letture o corsi specifici del settore pubblicitario.

Per esempio potremmo sfruttare le conoscenze e le competenze acquisite per cominciare una nuova attività online…, sia per promuovere il nostro lavoro, che fornendo informazioni di qualità ai nostri utenti…


9. Senza limiti
Una delle qualità più straordinarie dei lavori indipendenti è quella di non avere limiti di crescita economica...


Al contrario un lavoro dipendente ha sempre e comunque dei limiti, per quanto elevati possano essere.

Un buon ingegnere può anche arrivare a guadagnare 5.000/10.000 euro al mese in un'azienda.

Ma non diventerà MAI milionario…

Invece il proprietario di quella stessa azienda, attraverso il lavoro dell'ingegnere (e di altri dipendenti), potrà guadagnare milioni semplicemente pianificando il lavoro altrui.

Allo stesso modo ci sono competenze che possono essere veramente ben retribuite.

Pensate ad Anthony Robbins, il formatore numero uno al mondo, personal coach del presidente Clinton e di Gorbaciov: un rapporto di consulenza costituito da 12 telefonate costa 1 milione di dollari.

Ripeto, 1 milione di dollari per fare “quattro chiacchiere” al telefono….:-)

Ma se qualcuno è disposto a pagare tali cifre evidentemente si tratta di un servizio che vale, e probabilmente una consulenza di questo genere, in un'azienda che fattura già bene, può significare decine di milioni di dollari in più.

Quindi in realtà il nostro valore è dato dai risultati che possiamo ottenere, o garantire.

Perché la formazione costa tanto?

Perché migliorare le nostre capacità di comunicazione e la nostra autostima è qualcosa che non ha prezzo.


10. Dipendente o Indipendente?
Quante volte i nostri genitori ci hanno detto che “dobbiamo studiare per trovare un lavoro sicuro”, e poi “mettere su casa e famiglia”?

Questo è spesso il percorso dell'italiano medio, quello che probabilmente rimarrà povero e indebitato a vita.

Ecco un esempio:

1) studia per 25 anni, si laurea, e spesso non trova lavoro per almeno un paio d'anni.

2) nel frattempo si fidanza, e trova un lavoro provvisorio…

3) si sposa, così la coppia dispone di 2 stipendi, e decide di comprarsi casa accendendo un mutuo a 30 anni

4) spesso finisce per lavorare tutta la vita per coprire i suoi debiti, sforzandosi di lavorare sempre di più per guadagnare più soldi, e mantenere i tre figli che nel frattempo la coppia ha cresciuto con mille sacrifici…


Da dove nasce il problema?

Dalla nostra cultura che non ci ha educati alla prosperità, riempiendoci la testa di schemi limitanti…


11. Comprare debiti o rendite?
La nostra cultura ci ha insegnato che la casa è “il grande investimento”, e che noi “dobbiamo comprare casa”, andarci a vivere lavorando una vita per pagare il mutuo...

La nostra cultura ci insegna questo: COMPRARE DEBITI!

In realtà il grande investimento sulle case è solo per le banche, che si arricchiscono con i tassi di interesse….

Loro non comprano debiti, loro COMPRANO CREDITI nei confronti di chi fa il mutuo.

Questo è il segreto: INVESTIRE i soldi comprando RENDITE, NON DEBITI.

Se io compro una casa per andarci a vivere, sarò povero tutta la vita...

Se io compro casa per affittarla a qualcun’altro, e con le entrate dell’affitto pago il mutuo, nel giro di qualche tempo mi ritroverò con una casa di mia proprietà senza aver speso neanche un euro!

E nessuno mi vieta di fare la stessa cosa contemporaneamente con altre dieci case.

E se usando le giuste strategie riesco a comprare a costi inferiori rispetto ai costi di mercato riuscirò a guadagnare parecchi soldi…

Con i soldi che guadagnerò dall’affitto delle mie case potrò tranquillamente prendere in affitto una casa dove andare a vivere io stesso.

Così vivo tranquillo e sereno, mentre altre persone mi pagano l'affitto e mi permettono di comprarmi anche dieci case tutte insieme.

Niente male, vero?


12. Leva Finanziaria
La Leva Finanziaria è lo strumento che ci permette di moltiplicare i nostri guadagni...


Archimede diceva "datemi una Leva e solleverò il mondo".

E noi potremo effettivamente sollevare il mondo se riusciremo ad applicare questo principio al nostro lavoro…

Nel punto precedente abbiamo visto come comprare casa senza spendere.

Poniamo il caso che:

per comprare la casa da affittare ad altri, abbiamo bisogno di 100.000 euro:

Noi investiamo 10.000 euro e la banca ci presta 90.000 euro.

In pratica con 10.000 euro possiamo disporre di 100.000 euro da investire.

La Leva (il moltiplicatore) vale 10, ovvero posso disporre di una quantità di soldi dieci volte maggiore.

Pertanto incassando per esempio un affitto annuo di 10.000 euro, in realtà la mia rendita non sarà solo del 10% perché avendo io investito realmente solo 10.000 Euro la mia rendita reale sarà del 100% in un anno!


La leva tecnologica spiegata nell'ebook per
guadagnare con i blog.

La leva finanziaria per
investire in immobili.

La leva finanziaria per
investire in borsa.

La leva finanziaria per
investire in opzioni.


13. Investire in Borsa
La Leva Finanziaria è davvero una grande potenza. Possiamo utilizzarla anche in Borsa...

La Leva Finanziaria è davvero una grande potenza.

Possiamo utilizzarla anche in Borsa...

Molti broker online (intermediari) offrono uno strumento che si chiama "Marginazione" che è appunto una leva con moltiplicatore 5.

In pratica con 10.000 euro posso comprare azioni per 50.000 euro.

Così se le azioni salgono del 2% in un giorno (cosa molto frequente, specie sui titoli americani), e quindi il valore passa da 50.000 a 51.000, si possono rivendere con un guadagno di 1.000.

Ricordiamoci però che avendo investito solo 10.000 un guadagno di 1.000 equivale al 10% (ovvero 2% moltiplicato 5).

Non male il 10% di guadagno in un giorno!

Se fosse così tutti i giorni, arriveremmo alla fine dell'anno, davvero multimilionari!

Ovviamente non è sempre facile guadagnare in Borsa.

Anzi, uno strumento come la Leva può essere grandioso quanto pericoloso:

infatti è facile guadagnare il 10%, ma lo è altrettanto perdere la stessa cifra.

Quindi non avventuratevi con investimenti in Borsa finché non vi sarà ben chiaro come agire!

INVESTIRE IN BORSA

VINCERE IN BORSA


14. Poveri, Classe media, Ricchi
Qual è la differenza tra poveri, classe media e ricchi? Non è tanto il reddito, quanto le differenze nel flusso di cassa...

Il flusso di cassa è la differenza tra entrate e uscite.

Ad esempio:

- Tra le entrate ci possono essere: lo stipendio mensile oltre ad eventuali rendite (per es. case che abbiamo dato in affitto, ecc).

- Tra le uscite abbiamo tutte le spese fisse (per es. bollette, affitto, mutuo, ecc) oltre alle spese extra (vacanze estive, nuovi acquisti per la casa, ecc).

Si definisce POVERO chi ogni mese ha uscite superiori o pari alle proprie entrate. Quindi è perennemente con l'acqua alla gola.

Si definisce di CLASSE MEDIA chi ha entrate generate solo dal proprio lavoro (quindi nessuna rendita) superiori alle uscite. Quindi chi vive discretamente, ma per vivere deve lavorare tutta la vita.

Si definisce RICCO
chi ha entrate fisse generate da rendite superiori alle uscite. Quindi chi non ha bisogno di lavorare perché le spese sono interamente coperte dalle rendite fisse.

Ad esempio chi riceve soldi da case in affitto, investimenti immobiliari e azionari, attività di cui è socio, ecc.

Quindi non è tanto la quantità di soldi a farci ricchi, ma il nostro modo di gestire il flusso di cassa.

Se lavoriamo tutta la vita per i soldi non saremo mai ricchi.

Se facciamo lavorare i soldi per noi, tramite investimenti, allora saremo ricchi e soprattutto liberi.

.

(Tratto dal sito di Autostima.net)

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Come Creare Rendite di Denaro Automatiche Offline e Online( parte1a)


1. Credenze vincenti
Spesso le convinzioni limitanti che la nostra cultura ci trasmette sono alla base del nostro modo di gestire i soldi...

Quante volte hai sentito dire che i soldi sono "sporchi"?

E che per diventare ricchi bisogna lucrare sugli altri?

E che i ricchi sono persone sole, senza amici veri, circondati dalla falsità?

E che ad essere ricchi davvero si rischia solo di generare invidia e chissà cos’altro?

Spesso le convinzioni che la nostra cultura ci trasmette sono alla base del nostro modo di gestire i soldi.

Forse è vero che tutti noi vorremmo averne di più, vorremmo idealmente essere pieni di soldi.

Ma il nostro inconscio non ce lo permette.

E non ce lo permetterà finché avremo delle convinzioni così limitanti.

Se a livello inconscio io sono convinto che essere ricchi significhi essere sporchi, senza rendermene conto farò di tutto per sabotare ogni mio progetto, e per evitare di portare a termine i miei obiettivi finanziari…

Pertanto possiamo affermare che: un sistema di credenze vincenti é alla base del vero benessere finanziario.

Se sono convinto (anche a livello inconscio…) di potercela fare, troverò tutte le risorse necessarie dentro di me, ci metterò tutto il mio impegno, ed otterrò grandi risultati, convincendomi sempre di più di potercela fare.

E… alla fine ce la farò!!!


2. Scala del successo
È molto importante avere le idee chiare su dove vogliamo andare e sulle azioni da intraprendere...

Immaginate se ci ammazzassimo di lavoro per una vita intera, raggiungessimo obiettivi importanti, ma solo alla fine ci rendessimo conto che questo non era ciò che realmente volevamo dalla vita….

Un vecchio detto dice: "prima di salire la scala del successo, controlla che sia appoggiata alla parete giusta"!

Troppo spesso ci dimentichiamo il nostro obiettivo reale...

Il nostro obiettivo non è "fare i soldi", ma raggiungere la serenità che i soldi possono darci.

Quindi l'obiettivo reale è la serenità, mentre i soldi sono solo uno strumento per raggiungerlo….

Se per fare soldi mi devo sacrificare tutta la vita, rinunciando alla mia serenità (e anche a quella della mia famiglia), allora sto “appoggiando la scala” alla parete opposta a quella della serenità.

In questo caso forse sarebbe bene fermarsi a riflettere...


3. Obiettivi
Pianificare i propri obiettivi e le proprie mete è essenziale, sia per non lasciarsi trasportare passivamente dalla vita, sia per raggiungere la propria autostima basandosi su riferimenti positivi, chiari, e ben determinati...

Raggiungere un obiettivo che abbiamo pianificato ci dà una grande soddisfazione e, soprattutto, ci rende molto più sicuri di noi stessi nell'affrontare le situazioni della vita.

Un obiettivo deve essere espresso in forma positiva e mai negativa:

Ad esempio:

- "non voglio fare questo lavoro" non è un obiettivo formulato correttamente

- Invece "voglio fare il pilota" è un obiettivo formulato in modo corretto.

L'obiettivo deve essere formulato al presente:

- quindi "sono un pilota" e non "sarò un pilota".

Inoltre dobbiamo cercare un obiettivo finale non “strumentale”:

Ad esempio:

- se noi diciamo "voglio un nuovo lavoro più redditizio" il “lavoro più redditizio” potrebbe essere solo uno strumento per raggiungere obiettivi più elevati, come per esempio comprarsi una nuova casa.

- In tal caso, l'obiettivo su cui focalizzarsi non è il primo, ma quello di "comprarsi una nuova casa".

L’obiettivo deve essere carico di emozioni, dobbiamo sentirlo nel cuore, e viverlo con i cinque sensi:

Dobbiamo cioè focalizzarci su ciò che realmente desideriamo con tutta la passione possibile.

Al tempo stesso deve essere realizzabile in tempi precisi e determinabili:

Quindi l’obiettivo deve essere ragionevole e misurabile, ovvero deve essere chiaro in quale modo realizzarlo, e come possiamo capire di averlo raggiunto.

Dobbiamo imparare ad assumerci la responsabilità delle nostre scelte e delle nostre azioni lungo il cammino verso la meta....

Inoltre i nostri obiettivi non devono incidere sulla nostra salute fisica e mentale, e devono rispettare le nostre possibilità e i nostri valori….


4. Linea del tempo
Proviamo ad immaginare la nostra vita come una linea, che dal passato va verso il futuro, passando per il presente...

Su questa linea del tempo si trovano tutti gli eventi della nostra vita…

Immaginiamo di posizionarci su questa linea, all'altezza del punto in cui riteniamo di poter raggiungere il nostro obiettivo.

Ad esempio:

- tra un mese, o tra un anno, o tra dieci anni.

A questo punto proviamo ad immaginare…

- quali sensazioni, o emozioni, proviamo quando raggiungiamo il nostro obiettivo?

- Cosa vediamo, che suoni udiamo, che odori sentiamo?

Creiamo mentalmente uno scenario immaginario dove abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci siamo proposti…

Entriamo nella scena immaginaria e godiamone con tutti i sensi (guardiamo le immagini, gustiamo gli odori e i suoni, godiamo delle sensazioni…)

Ora… usciamo dalla scena e guardiamola dall'esterno, così da visualizzare ancora meglio quello che desideriamo e da motivarci ancora di più verso questo obiettivo….

Adesso, da quel punto del futuro, guardiamo verso il presente e, lentamente, riavvolgiamo il film ripercorrendo tutti gli eventi intermedi, dall'obiettivo raggiunto al primo passo che abbiamo deciso di compiere in quella direzione…

Torniamo al presente carichi e motivati: il nostro cervello si orienta automaticamente verso il nostro obiettivo, e trova tutte le risorse per effettuare i passi necessari al raggiungimento della nostra meta…


5. Stipendio mensile
Quanto riteniamo di dover guadagnare al mese per poter dire di essere ricchi? 5.000 euro? 10.000 euro? 20.000 euro? Stabiliamo la nostra cifra...

Stabiliamo la nostra cifra, quella per la quale potremmo sentirci ricchi a tutti gli effetti…

Perché è importante stabilire una cifra?

Perché in questo modo il nostro cervello si focalizzerà sull'obiettivo e farà di tutto per trovare le risorse necessarie a raggiungerlo in “maniera automatica”.

Ognuno di noi si deve abituare a pensare in grande…

L'unico modo per diventare ricchi è acquisire una mentalità vincente e da ricco.

Potremo così trasmettere anche agli altri tutto il nostro valore.


6. Quanto valiamo?
E' facile stabilire quanto vogliamo guadagnare in un mese per sentirci ricchi. Meno facile è stabilire quanto valiamo...

Ancora una volta vale il detto "Pensa ad una cifra... raddoppiala... raddoppiala ancora".

Questo è il tuo valore.

In genere quando si parla di denaro siamo troppo umili.

Forse la nostra cultura ci ha insegnato che i soldi sono sporchi.

Forse ci vergogniamo a chiedere dei soldi per i nostri servizi.

Come se il panettiere si vergognasse a farci pagare il pane...

Se noi offriamo un servizio dobbiamo farci pagare per quello che valiamo. Punto!!!


7. Seguire il talento
Se il nostro lavoro non è divertente e non rispecchia le nostre passioni e il nostro talento, non durerà molto...

Spesso le persone si domandano che lavoro fare...

Secondo me dovremmo domandarci "a me cosa piace fare?".

C’è chi dice "non lo so", e chi invece dice "mi piace fare questo e quest'altro, ma tanto non posso mica farne un lavoro. Il lavoro è fatica, il lavoro è sofferenza. Se uno vuole stare tranquillo si deve cercare un posto sicuro, da dipendente".

Ma chi lo dice che il lavoro non può essere divertente?!

In effetti se il lavoro non è divertente o non rispecchia le nostre passioni e il nostro talento, probabilmente non durerà molto, e non ci porterà benessere e serenità, né tantomeno denaro e indipendenza finanziaria.

Fermiamoci a riflettere ancora una volta.

Cosa ci piace fare?

Per cosa troveremmo il tempo anche di notte?

A cosa non vorremmo mai rinunciare?

Scopriamolo ora e diamoci da fare prima che sia troppo tardi.

Trasformiamo il nostro talento e la nostra competenza in un lavoro magnifico e remunerativo.

.

(Tratto dal sito di Autostima.net)

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Guadagnare con MiniSiti e Blog



“Coltivate le vostre facoltà, studiate e diventate più saggi,

acquisite maggiore abilità, e agite rispettando voi stessi…

Maggiore conoscenza si ha, più denaro si guadagna…

L’uomo che cerca di imparare di più riguardo al suo lavoro,

sarà generosamente ricompensato…”


(Da: “L’uomo più ricco di Babilonia”)

Fare Soldi Online con Blog e MiniSiti
Guadagnare e Creare Rendite sul Web con i Segreti di Blog e MiniSiti

Vuoi scoprire come guadagnare denaro con i Blog? Scopri le tecniche di web marketing per trasformare Blog e MiniSiti in business di straordinario successo economico

Blog e MiniSiti sono due strumenti straordinari per ottenere visitatori e creare rendite di denaro. Scopri le strategie più efficaci, trucchi e segreti per guadagnare soldi con Blog e Minisiti.

Anche se conosci poco (o niente) di programmazione di siti web, di marketing, e di business online, la Guida “FARE SOLDI ONLINE CON BLOG E MINISITI” ti guida passo a passo nella costruzione del tuo sito e nella creazione del tuo business!


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- Impara tutte le strategie per creare una rendita online, anche se non hai un tuo prodotto!

Ti è mai capitato di voler realizzare un sogno?

Hai presente quando desideri qualcosa con tutto te stesso, ed ogni volta che ci pensi ti senti emozionato come un bambino?

Bè…, io mi sentivo così…

Il mio sogno era quello di riuscire ad avere un lavoro indipendente, che mi facesse sentire libero, realizzato sia come persona che finanziariamente, e che mi permettesse di imparare cose nuove…

Mi chiedo se ti sia mai capitato di desiderare di fare un viaggio straordinario, in uno di quei paesi meravigliosi, e di poter guardare un tramonto mozzafiato, seduto sulla spiaggia calda, magari sorseggiando una bibita fresca…

O se tu abbia mai desiderato di passare più tempo con la tua famiglia, con i tuoi figli, offrendo loro tutta serenità e la sicurezza che si meritano…

Oppure, più semplicemente, se tu abbia mai desiderato di fare un lavoro che ti desse maggiori soddisfazioni, maggior guadagno e maggiore libertà…

Magari anche solo Part-Time, qualche ora al giorno, per arrotondare le
tue entrate…

Personalmente l’ho sempre desiderato…

Ma non sapevo da che parte avrei potuto cominciare…

Inoltre avevo il timore di trovare qualche fregatura, o di non essere all’altezza, e reputavo di non avere abbastanza competenza per affrontare una cosa del genere…

Poi un giorno, quasi per gioco, ho deciso di provare a fare il mio primo blog, e con l’aiuto di alcune guide sulle affiliazioni, e sul web marketing, ho cominciato a promuovere i prodotti di un sito a cui mi ero affiliato…

Certo, c’è voluto un po’ di tempo, e all’inizio è stato piuttosto difficile….

Anche perché avevo dato per scontato che, come avessi messo online il mio sito, migliaia di visitatori sarebbero accorsi, facendo a gara per acquistare i miei prodotti…

In effetti non è andata proprio così, e mi ci è voluto parecchio impegno, e buona volontà…

Ma non mi sono lasciato scoraggiare, e un po’ alla volta i risultati hanno cominciato ad arrivare

Oggi, a distanza di circa un anno, sono veramente contento di aver fatto questa scelta, e mi sento ripagato abbondantemente di tutti i miei sforzi…

Sicuramente hai già capito che uno degli strumenti che mi è stato di maggiore aiuto in questa avventura è proprio la guida che ti sto presentando ora!!!

Si tratta senz’altro di uno dei migliori prodotti sul mercato!!!

Lo dico senza timore di smentite, e perché l’ho provato con ottimi risultati!!!

.

E tu?

.

Preferisci acquistare Ora la Guida,

e cominciare a Guadagnare...

.

Oppure continuare a perdere soldi?

.

Mi chiedo se ti sia mai capitato di sentirti completamente soddisfatto di quello che fai ogni giorno…

Per me è così!

Faccio un lavoro che mi appassiona, e sono libero di organizzare il mio tempo, e di trascorrerlo con le persone che amo, o facendo quello che mi piace…

Certo ci sono gli alti e bassi, come in tutte le cose.., ma…

Quando si è soddisfatti di quello che si fa, penso che tu sappia cosa voglio dire…, lo si avverte, e le difficoltà non hanno più tanta importanza…

Inoltre, soprattutto di questi tempi, non è facile trovare un'attività indipendente che richieda un investimento iniziale praticamente nullo!

Basta avere un pc con una connessione a internet, eventualmente un telefono, e tanta buona volontà…

Oltre naturalmente ad investire qualcosa in un minimo di formazione, per imparare almeno le basi di questa attività…

Ma non c’è bisogno di avere un ufficio, o un magazzino con scorte di merce, o tutte quelle cose che generalmente occorre avere per cominciare un'attività (e che costano parecchio…).

E anche per chi ha già un lavoro, poter contare su un’entrata accessoria, dedicando solo alcune ore di lavoro alla settimana alla propria attività, è certamente un grosso vantaggio!


Sono certo che mentre sei al computer, e leggi questa pagina, ti stai rendendo conto di quanto tutto questo possa esserti utile...,

e di quanto questa guida sia particolarmente ben fatta...,

e che tramite lo studio dei principi che insegna acquisterai motivazione, ed imparerai a creare il tuo business online in modo più efficace!

Se pensi che ti costi troppo acquistare ora questa guida,
pensa a quanto ti costerà non farlo…

Quanto ti costa non guadagnare bene da subito?
.
Quanti soldi vuoi perdere?
.
Quante guide “economiche” e di scarsa qualità vuoi acquistare?
.
Bene…,
.
se hai capito quanto possa valere per te questa guida,
e vuoi imparare a guadagnare online in modo professionale e semplice…



CLICCA QUI ED ORDINA ORA!!!


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Da oggi con zanox è possibile ottenere nuove fonti di guadagno su Internet!


Lavora subito è il blog che impara con te come guadagnare online. Anche io sono una persona come te che, nel suo piccolo, cerca di guadagnare con internet e va sperimentando le varie possibilità presenti su internet.

Uno dei metodi di guadagno online più diffuso, oltre il pay per click, re di tutti senza dubbio Google Adsense, è il “mercato” delle affiliazioni online.

Cosa sono le affiliazioni online? “Una grande azienda si mette in contatto con tanti partner che vogliono fatta pubblicità e paga i blogger, gli editori online per pubblicizzare dei prodotti”.

Dunque siamo noi a scegliere le campagne alle quali iscriverci, chiedendo “l’approvazione” da parte dei partner dell’ azienda stessa: esempio, voglio pubblicizzare una azienda che vende del cuoio e si chiama Cuoiopertutti: mi iscrivo ad un network di affiliazione, chiedo l’iscrizione al programma, l’azienda cuoiopertutti (o chi per loro) verifica il mio sito internet o blog, decide se accettarmi, poi io inserisco la pubblicità nella forma che preferisco.


Uno dei network di affiliazione senza dubbio più famosi è Zanox. Leader in tutto il settore europeo è uno dei migliori market di affiliazione, io lo metto sicuramente dopo “Sprintrade.

Payout 25 euro, moltissime campagne a disposizione e la possibilità di guadagnare in poco tempo, avendo a disposizione un discreto numero di utenti sul proprio blog.

Per registrarti a Zanox ti basterà cliccare proprio sulla voce e compilare il modulo di iscrizione come editore. Ovviamente il consiglio che dò a tutti, semplicemente per mia esperienza, è iscriversi il prima possibile, dimodochè si velocizzano i tempi di rendita:

Una volta iscritti bisogna infatti chiedere l’iscrizione ai

Registratevi!

programmi che si vogliono pubblicizzare, e l’accettazione richiede per alcuni partner poche ore, per altri partner alcuni giorni, dunque se si rimanda, si dovrà aspettare del tempo prima di poter cominciare a pubblicare la pubblicità o i banner o gli annunci sul proprio blog.

Spero la mia esperienza ti sia servita, spero trovi questo articolo utile.

Dunque non perdere altro tempo: la registrazione è totalmente gratuita, non riceverai spam, insomma, 100% sicura:

Registratevi!












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Hai un sito o blog allora guadagna con ADVCASHPRO









Arriva sul mercato italiano ed europeo il miglior programma pay x install in assoluto.


Ecco una vera possibilità di guadagno per tutti i webmaster che hanno del traffico di tutti i generi.
E' un programma semplice ed affidabile che dopo l'era dei dialer ormai tramontata si propone come un'ottima soluzione di guadagno.
Si basa sul pay x install.

Paghiamo i nostri affiliati per ogni installazione 0,40 euro dei nostri software gratuiti.


Sono software che consentono agli utenti di scaricare gratuitamente dei contenuti sempre aggiornati e di qualità.
Inoltre siamo sempre disponibili a sviluppare nuovi software che si adattino al meglio per il traffico di tutti i nostri affiliati.

A disposizione di tutti i nostri affiliati i migliori prodotti di promozione per i nostri contenuti quali landing pages sempre nuove ed aggiornate ed una grande quantità di banner di ogni misura per tutte le esigenze di spazio dei siti web dei nostri affiliati.


I nostri software sono totalmente gratuiti e quindi il tasso di conversione di questo programma di affiliazione è altissimo.
In pratica se il traffico viene ben targhettizzato non c'è motivo per cui gli utenti finali non debbano installare i software.


Abbiamo inoltre la possibilità di pagare i nostri affiliati con i più diffusi metodi di pagamento tra i quali . Il nostro staff inoltre è sempre disponibile per supportare e seguire i nostri affiliati e dar loro consigli su come ottimizzare il traffico.


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Come e quanto ha importanza pagerank alto.

Tutti conosciamo l’importanza di un buon pagerank del nostro sito ai fini di un buon posizionamento web. Se ancora lo ignorate, potete leggere qui uno dei tanti ottimi articoli descrittivi dell’argomento.

E se avete un blog, è un’ottima cosa lasciare commenti su siti con alto PageRank.

Ecco quindi una serie di interessanti elenchi che potranno esservi utilissimi nella vostra ‘caccia al commento’ (ma mi raccomando: niente spam! commentate solo se avete qualcosa di significativo da dire!).

E tanto per gradire, ecco infine una bella lista di social italiani (a partire da quella di Giacomo Bruno) ordinati per Pagerank, sulla quale potete postare i vostri articoli in caccia di nuovi visitatori. Purtroppo tali siti vi porteranno visitatori, ma quasi nessuno tra questi vi trasmetterà Pagerank, in quanto usano quasi tutti il nofollow

http://www.reddit.com/ ( PageRank 8 )
http://segnalo.alice.it/ ( PageRank 7)
http://www.wikio.it/ ( PageRank 7)
http://www.oknotizie.com/ ( PageRank 7)
http://it.blinklist.com/ ( PageRank 6)
http://www.socialdust.com/ ( PageRank 5)
http://www.diggita.it/ ( PageRank 5)
http://www.liquida.it/ ( PageRank 5)
http://www.ilbloggatore.com/ ( PageRank 5)
http://www.upnews.it/ ( PageRank 4)
http://www.bloggeritaliani.com/ ( PageRank 4)
http://www.ziczac.it/ ( PageRank 4)
http://www.postanotizie.it/( PageRank 4)
http://www.social.planet.news.it/ ( PageRank 4)
http://www.techonotizie.it/ ( PageRank 4)
http://www.fai.informazione.it/ ( PageRank 4)
http://www.tuttoblog.com/ ( PageRank 4)
http://explicatum.com/ ( PageRank 4)

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